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IL COLONNELLO E’ SESSISTA:

CONDANNATO A DIECI MESI E VENTI GIORNI DI RECLUSIONE

PER INGIURIA E DIFFAMAZIONE

 

Il colonnello amava rivolgere epiteti volgari e allusivi alle soldatesse, con riferimenti espliciti alle loro fattezze femminili, determinando un clima di soggezione e di paura tra le destinatarie delle attenzioni sessiste.

Inutile il tentativo della difesa di qualificare il comportamento ed il linguaggio del colonnello ” come espressioni tipiche  da caserma “.

 

Conseguente la pesante condanna detentiva ( Cass. sent. n. 8268 ).

I DIRITTI DEI DETENUTI

 

 

Ciascun detenuto ha diritto di disporre all’interno della cella di detenzione di almeno tre metri quadrati liberi di spazio vitale, detratti gli arredi tendenzialmente fissi al suolo, tra cui i letti a castello.

Fattori compensativi, in caso di uno spazio vitale inferiore a tre metri quadrati, sono costituiti da un breve periodo di detenzione, dallo svolgimento di attività al di fuori della cella, dalle complessive dignitose condizioni carcerarie.

In  mancanza di queste opzioni, lo Stato incorre nella violazione del divieto di trattamenti inumani o degradanti, ex. art. 3 CEDU ( Corte Europea dei diritti dell’uomo ).

 

Corte di Cassazione, Sezioni Unite, n. 6551, ud. 24/09/2020, dep. il 19/02/2021.

SE L’USURAIO E’ LA BANCA

 

 

 

E’ sempre più frequente il caso di tassi usurari applicati dagli istituti di credito e dalle finanziarie nei confronti di cittadini in condizioni di gravi difficoltà economiche e impossibilitati ad eseguire i pagamenti delle rate dei mutui o dei finanziamenti ricevuti.

Se il debitore ritiene di pagare troppi interessi rispetto al debito contratto, occorre:

procedere ad un conteggio informale della propria esposizione bancaria, affidandosi ad un professionista competente, il costo, in genere, non è elevato;

in caso di accertato superamento dei tassi soglia trimestralmente determinati da Banca Italia, presentare una denuncia alla procura della Repubblica, in specie nel caso di azioni immobiliari e mobiliari iniziate dalla banca per il recupero del credito vantato;

in questo modo si ottiene una sospensione delle procedure e dei termini delle azioni coercitive intentate dalla banca;

costituirsi in sede civile per ottenere un congruo risarcimento del danno economico subito.

Negli ultimi anni sono diverse le sentenze  emesse dai tribunali  di pieno accoglimento delle lagnanze dei cittadini ingiustamente vessati.

 

 

STOP AI CERTIFICATI MEDICI PER TELEFONO

 

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, V sez. penale, sent. n. 18697 del 15 maggio, mettendo la parola fine alla pratica assai diffusa dei certificati medici rilasciati per telefono, come anche al loro rinnovo, sempre per via telefonica, senza preventiva visita e solo sulla base dei sintomi riferiti dal paziente.

 

La Suprema Corte, confermando la sentenza emessa dalla Corte di Appello,  ha condannato per falso ideologico, art. 480 cp,  un medico di base di Milano per aver certificato una proroga della prognosi a favore di una sua cliente, telefonicamente, senza prima visitarla.

LA NUOVA LEGGE PER LA TUTELA DELLE DONNE E DEI MINORENNI

 

E’ stato approvato alla camera dei deputati il cosiddetto ” CODICE ROSSO “, un comparto organico di norme che vuole aumentare le tutele di legge per le donne ed i minori di età.

Tutte le pene per i reati di violenza sessuale e domestica aumentano fino a 6/12 anni, la violenza è aggravata se commessa nei confronti dei minori di 14 anni, le pene arrivano fino a 24 anni per i casi di violenza sessuale sui minori.

I reati per cui è previsto un aggravio di pena sono: violenza  sessuale, aggravata e di gruppo, atti sessuali con minorenne, atti persecutori, lesioni personali aggravate dai legami famigliari, maltrattamenti contro famigliari e conviventi.

E’ introdotto il reato specifico di ” sfregio” o, più correttamente, ” di lesioni permanenti al viso ” per il qual

IL REATO DI REVENGE PORN

 

E’ legge dello stato il nuovo reato di ” revenge porn” che prevede ” per chi consegni, pubblichi, ceda o diffonda immagini o video di organi sessuali o a contenuto sessualmente esplicito, destinati a rimanere privati, senza il consenso delle persone rappresentate ”   la reclusione da 1 a 6 anni e  la multa da € 5.000,00 a € 15.000, 00.

La stessa severa sanzione si applica a coloro che ricevono i filmati e li mettono in circolazione per recare un danno ai soggetti ripresi nelle foto o nei video.

La pena è aumentata se il reato è commesso dal coniuge o da persona convivente.

 

La legge si applica anche per la diffusione di immagini vietate attraverso strumenti informatici o telematici.

BANCAROTTA FRAUDOLENTA

INCOSTITUZIONALE LA DURATA DECENNALE DELLE PENE ACCESSORIE

 

 

La Corte Costituzionale ha emesso una sentenza, per certi versi rivoluzionaria, che ha sancito l’incostituzionalità dell’ ultimo comma dell’art. 216, regio decreto 1942/267, nella parte in cui è previsto, come automatica conseguenza alla condanna per bancarotta fraudolenta, l’inabilitazione decennale  all’esercizio di una attività commerciale e  l’incapacità di esercitare uffici direttivi presso qualsiasi impresa.

Adesso la Corte, sentenza n. 222/2018, Pres. Lattanzi, emessa il 25 settembre, ha sancito per il giudice  l’obbligo di valutare la durata delle pene accessorie caso per caso e con valutazione disgiunta  da quella che è contemplata per la commisurazione della pena principale.

 

 

 

 

IL DECRETO SICUREZZA

 

 

E’ stato pubblicata sulla gazzetta ufficiale del 3 dicembre la legge 382/2018, che converte il cosiddetto ” decreto sicurezza “, fortemente voluto dal ministro Salvini.

Al di fuori dei toni apocalittici utilizzati dalle forze di opposizione o degli incomprensibili entusiasmi espressi dal ministro degli interni e dal governo, si tratta di un pastrocchio normativo che legifera in maniera rozza su argomenti fondamentali quali terrorismo, immigrazione, criminalità organizzata.

Tutti gli articoli e i singoli commi sono farciti di continui rinvii agli articoli ed ai commi di altre leggi, con una formulazione normativa disastrosa, comprensibile solo agli addetti ai lavori ( e non tutti ).

Il desiderio di apparire inflessibili, soprattutto nei riguardi degli immigrati, conduce ad esiti comici laddove, per esempio, si stabilisce un DASPO ( divieto di accesso ) nei mercati, nelle fiere e negli spettacoli pubblici in genere ai cittadini stranieri in odore di terrorismo.

 

L’Italia può divenire un paese civile e moderno solo se adotta un linguaggio legislativo semplice ed accessibile per tutti.

Omesso versamento IVA

 

 

 

Quando si applica la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto In tema di reati fiscali, per i quali la normativa prevede le soglie di punibilità, la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, si applica solo nel caso in cui l’ammontare dell’imposta non corrisposta è di poco superiore a quello indicato dalla soglia di punibilità. (Corte di Cassazione, sez. III Penale, sent. n. 52974/18; dep. il 26 novembre).

 

 

 

I cattivi consigli del commercialista

 

 

 

 

E’ interdetto dalla professione il commercialista che consiglia il cliente su come eludere la legge.   In tema di esigenze cautelari, la misura cautelare adottata relativa al divieto di esercitare la professione di commercialista, va rapportata alla professione svolta dal ricorrente e alla natura dei reati contestati che sono stati ideati o attuati dal soggetto stesso. (Corte di Cassazione, sez. II Penale, sent. n. 50065/18, dep. il 6 novembre).

 

DECRETO DI SEQUESTRO PROBATORIO

OBBLIGO DI MOTIVAZIONE

 

 

 

Le Sezioni Unite della Corte di cassazione hanno affermato che il decreto di sequestro probatorio, così come l’eventuale decreto di convalida, anche qualora abbia ad oggetto cose costituenti corpo di reato, deve contenere una specifica motivazione in ordine alla finalità perseguita per l’accertamento dei fatti.

 

Presidente: D. Carcano

Relatore: G. Andreazza

Sezione Unite Corte di Cassazione

Sent. n. 36072

Udienza 19/04/2018

Dep. il 27/07/2018

 

 

 

La delega al sostituto del difensore deve essere conferita solo per iscritto

 

 

           La Corte di Cassazione, v sezione, sentenza depositata l’11 giugno 2018, n. 26606, Pres. Palla, Relatore Settembre, ha affermato che la modalità di conferimento, da parte del difensore di fiducia, della delega prevista dall’art. 102 c.p.p. debba  essere solo ed esclusivamento per iscritto, mai oralmente.

 

In tale forma può avere effetto dinanzi l’autorità giudiziaria.

RICHIESTA DI  DECRETO PENALE DI CONDANNA

E

RESTITUZIONE DEGLI ATTI AL P.M.

 

 

 

Le sezioni unite della Corte di Cassazione hanno affermato che non è abnorme e quindi non ricorribile per Cassazione, il provvedimento con cui il GIP, richiesto di emettere un decreto penale di condanna, restituisca gli atti al pubblico ministero per valutare la possibilità di archiviazione del procedimento per la particolare tenuità del fatto ex. art. 131 bis c.p.p. .

RICORSO PER CASSAZIONE

SOGGETTO LEGITTIMATO ALLA SOTTOSCRIZIONE

 

 

 

Le sezioni unite della Corte di Cassazione hanno affermato che, a seguito della modifica apportata dalla l. 23/06/2017, n. 103, agli artt. 571 e 613 c.p.p., il ricorso per cassazione avverso qualsiasi tipo di provvedimento non può essere proposto personalmente dalla parte, ma deve essere sottoscritto, a pena di inammissibilità, da difensori iscritti nell’albo speciale della Corte di Cassazione.

 

Sentenza n. 8914/2017  – dep. il 23/02/2018

Presidente: G. Canzio

Relatore: G. De Amicis

LEGGE PINTO

 

Ricorso proponibile in pendenza del processo

 

La Corte Costituzionale, sentenza n. 88 del 26/04/2018, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 4, l. 2001/89, meglio nota come legge PINTO, che stabilisce i termini della ragionevole durata del processo,  nella parte in cui non prevede che la domanda di equa riparazione possa essere proposta in pendenza del processo.

Il presupposto è costituito dall’avvenuta maturazione del diritto e salvaguarda la legittima aspettativa di ogni cittadino italiano di essere sottoposto ad un processo giusto e celere.

 

 

DIFENSORE DI PARTE CIVILE

E

SOSTITUTO PROCESSUALE

 

 

 

Le sezioni unite della Corte di Cassazione hanno affermato che il sostituto processuale del difensore di parte civile, nominato con procura speciale al fine di esercitare l’azione civile nel processo penale, non ha la facoltà di costituirsi parte civile, a meno che detta facoltà non sia stata conferita nella  procura o che il danneggiato presenzi nell’udienza di costituzione.

 

SENT. N. 12213 DEL 21/12/2017 – DEP. IL 16/03/2018

PRES. G. CANZIO

 

REL. G. ANDREAZZA

AMMINISTRATORE DI SOSTEGNO

E

NOMINA DEL DIFENSORE DI FIDUCIA

 

La III sezione della Corte di Cassazione ha affermato che qualora l’indagato o l’imputato siano assistiti da un amministratore di sostegno, la nomina di un difensore di fiducia effettuata dallo stesso amministratore, espressamente autorizzato a tale compito dal giudice tutelare, non determina alcuna violazione del diritto di difesa, in relazione agli artt. 96 c.p.p., 24 Costituzione, e 14, paragrafo 2, Patto internazionale per i diritti civili e politici.

Presidente E. ROSI

Relatore A. Scarcella

Sentenza n. 3659 – 14/11/2017

 

VICINI DI CASA PERSECUTORI.

 

IL TRIBUNALE DI MONZA LI CONDANNA A TRE ANNI DI RECLUSIONE!

 

 

 

….

 

 

 

Senza la concessione delle attenuanti generiche e la sospensione condizionale della pena, possibile, in concreto, solo per le pene fino a due anni di reclusione.

 

Agli imputati è stato contestato un crescendo di atti intimidatori e vessatori, insulti, minacce, comportamenti ostruzionistici, disegni osceni sulla porta d’ingresso, colla nella serratura, fili della luce troncati.

 

Alla fine la coppia di malcapitati ha dovuto lasciare la propria abitazione, collassata letteralmente dalle persecuzioni.

 

Ma il Tribunale di Monza, riconoscendo la sussistenza del reato di stalking anche tra vicini di casa, ha ripristinato il giusto diritto della parte civile, riconoscendo un risarcimento temporaneo di   € 15.000,00, già esecutivo, in attesa della sentenza definitiva del giudice  in sede civile.

 

 

USURA E COMMISSIONE DI MASSIMO SCOPERTO

 

 

 

Novità dirimenti in materia arrivano dalla sentenza 15188/2017, depositata il 20 giugno 2017, in ciu la Suprema Corte di Cassazione ha ribadito un orientamento ormai costante ” E’ da ritenere del tutto sicuro che l’onere recato dalla commissione di massimo scoperto esprima un costo del credito e che, in quanto tale, lo stesso vada inserito nel conto delle voci rilevanti per la verifica dell’eventuale usurarietà dei negozi conclusi dall’autonomia dei privati”.

 

Si spera che Banca Italia e gli istituto di credito intendano e si conformino una volta per tutte.

 

 

AVANCES AUDACI DELL’ AUTISTA NEI CONFRONTI DI UNA PASSEGGERA?

 

 

 

E’ VIOLENZA SESSUALE

 

 

 

Cassazione penale, sentenza n. 51909, dep. il 06/12/2016

 

 

 

 

 

” Dammi un bacio o non parto “, questa la frase che un audace, fin troppo, autista di autobus ha rivolto ad una passeggera.

 

E non solo.

 

Ma anche palpeggiamenti a fianchi e pancia, fin sotto la maglietta.

 

Inutili le resistenze della ragazza.

 

Lo choc emotivo subito, con relativa certificazione medica, nonchè le dichiarazioni rese dalla vittima e dalla madre sono state ritenute credibili dal tribunale di Parma, dalla Corte di Appello di Bologna e dalla Corte di Cassazione che ha rigettato il ricorso proposto dall’incauto conducente, confermando la condanna per il reato di violenza sessuale.

 

 

IL COMMERCIALISTA LANCIA OGGETTI ALLA DIPENDENTE ?

 

SONO MALTRATTAMENTI IN FAMIGLIA

 

 CORTE DI CASSAZIONE, VI SEZ. PEN.,  SENT. N. 5951,

 

DEP. IL 02/11/2016

 

 

 

E non abuso di mezzi correzione,  art. 571 c.p., come aveva stabilito in sentenza la Corte di Appello.

 

Il processo nasceva da una seriale prepotenza ordita da un commercialista nei confonti di una propria dipendente, culminata in lanci di oggetti, ingiurie e scoppi d’ira.

 

I comportamenti prevaricanti messi in atto dal professionista, nulla avevano in comune con lo ” ius corrigendi “,  possibile, entro limiti certi, in un normale rapporto di lavoro per il conseguimento di determinati obiettivi economici.

 

Le piccole dimensioni dello studio, la quotidianità dei rapporti, il rapporto di fiducia del sottoposto verso il  “capo “, la parafamiliarità di fatto. configuravano correttamente il reato nell’ambito dell’art. 572 c. p.  ( maltrattamenti in famiglia ).

 

 

LA NUOVA LEGGE SUL CAPORALATO

 

  1. 199/2016 – G.U. 3/11/2016

 

 

 

 

 

E’ una conquista di fondamentale valore giuridico e morale per migliaia di individui costretti a lavorare spesso in condizioni subumane nei campi e nelle fabbriche.

 

Modifica in meglio il vecchio art. 603 bis c.p. introducendo due sostanziali novità:

 

a ) estende la punibilità per le condotte di intermediazione illecita e sfruttamento ai datori di lavoro;

 

b ) prevede la confisca dei beni in caso di condanna, anche nell’ipotesi contemplata dall’ 444 c.p.                             ( patteggiamento ).

 

Il corpo della legge si arricchisce di 3 misure che colmano un bisecolare gap normativo:

 

è costituito un fondo anti tratta per le vittime del caporalato –

 

è prevista l’istituzione della rete del lavoro agricolo di qualità per il controllo  e la prevenzione del lavoro nero nei campi –

 

sono coinvolte le amministrazioni pubbliche nell’attività di vigilanza, in specie riguardo i lavoratori stranieri, su questi fenomeni distorsivi e afflittivi della dignità umana..

 

 

 

 

24.000 innocenti in carcere

 

La malagiustizia in Italia

 

 

 

Negli ultimi 24 anni, 24.000 persone, mille per anno, poi dichiarate innocenti, sono state detenute ingiustamente, talvolta anche per periodi superiori a vent’anni.

 

Clamoroso il caso del ” pentito di mafia ” Scarantino, arrestato nell’ambito nel processo per la strage di via D’Amelio, sottoposto  in carcere a torture fisiche e psicologiche, condannato in tre diversi gradi di giudizio, alla fine riconosciuto innocente e scarcerato.

 

Il costo di questi incredibili errori giudiziari ammonta a 630 milioni di euro ed ha comportato una serie infinita di condanne contro lo stato italiano per violazione dei più elementari diritti umani da parte della Corte Europea di Giustizia.

 

La causa principale della detenzione arbitraria di molti italiana risiede nella custodia cautelare in carcere, nella possibilità di arrestare un individuo e trattenerlo  ” in vinculis ” per molti anni  prima di una sentenza definitiva di condanna.

 

Il sistema giudiziario italiano deve sancire, una volta per tutte, l’intangibilità della persona prima della conclusione di tutti i tre gradi di giudizio.

 

IL MINISTERO DELLA SALUTE E LE VITTIME DI EMOTRASFUSIONE

UNA VERGOGNA ITALIANA

 

 

L’associazione ProLegis ha assistio in giudizio la signora C.P. che ha  patito e patisce tuttora gravissimi problemi di salute in conseguenza di un’emotrasfusione infetta.

Il tribunale di Catania ha riconosciuto in sentenza il nesso causale tra emotrasfusione e malattia, condannando il ministero dela Salute al risarcimento del danno, quantificato in € 129.000,00, oltre il  pagamento  delle spese legali.

La sentenza è stata notificata al Ministero, che non ha proposto appello, in data 07/05/2013.

Ad oggi, 10/11/2015, sono decorsi trenta mesi senza che il ministero abbia ottemperato il giudicato!

Non solo, ma a fronte di innumerevoli contatti telefonici, mail, mail certificate, raccomandate, il Ministero ha opposto un irritante, reticente ed insopportabile muro di gomma, composto da ipocrite scuse, false attestazioni di solidarietà e vane promesse di futuri pagamenti.

Da ultimo, è stato proposto, avanti il TAR di Catania, giudizio di ottemperanza, la cui udienza è fissata per il 27 gennaio 2016.

Ebbene, nonostante tutto,  il silenzio è continuato imperterrito.

L’associazione ProLegis denuncia il comportamento spregevole di un organismo dello stato, indifferente al grido di dolore dei suoi concittadini, per il danno alla salute di cui esso stesso è colpevole e si propone, con qualsivogliai mezzo lecito, di dare il massimo risalto mediatico alla vicenda, con riserva di adire ogni azione legale nelle competenti sedi giudiziarie a tutela dei diritti dei propri assistiti.

 

 

 

LA NUOVA DELEGA FISCALE

 

 

Grandi novità per i contribuenti dalla delega fiscale approvata il 22 ottobre dal governo.

In sintesi:

la soglia di punibilità, in sede penale,  per l’evasione dell’IVA è stata innalzata da 50 mila a 250 mila  euro;

il tetto di punibilità, in sede penale, per la dichiarazione infedele è stato aumentato da 50 mila a 150 mile euro;

chi non ha presentato la dichiarazione dei redditi ha un anno di tempo per mettersi in regola con  previsione di multe ridotte;

l’aggio esttoriale per Equitalie è stato  diminuito  dall’8 %  al 6%;

chi ha saltato il piano di rateizzazione concordato con Equitalia può mettersi in regola pagando  5 rate pregresse.

 

STALKING CONDOMINIALE:

SENTENZA DI CONDANNA DEL TRIBUNALE DI GENOVA

 

 

Il Tribunale di Genova ha condannato una donna ed il figlio per atti persecutori, reato comunemente conosciuto come ” STALKING “, nei confronti di una giovane coppia di Ronco Scrivia, sull’Appennino ligure.

i coniugi, vicini di casa dei due condannati, hanno subito per anni angherie di ogni genere, minacce, rumori molesti, vessazioni psicologiche, tanto da essere costretti a rifugiarsi in un seminterrato.

Testimone chiave al processo una vicina di casa che ha confermato puntualmente la lunga persecuzione.

La sentenza di condanna, la prima per ” STALKING CONDOMINIALE “ in Italia, emessa dal tribunale di Genova è stata esemplare: quattro mesi di reclusione ed il risarcimento dei danni.

 

L’EX MOGLIE HA UNA NUOVA FAMIGLIA ( ANCHE DI FATTO ):

STOP AGLI ALIMENTI

 

Nuova e, per certi versi, rivoluzionaria sentenza della Corte di Cassazione, I SEZIONE CIVILE, SENT. N. 6855/2015, in tema di assegno di mantenimento da versare all’ex coniuge, quasi sempre la moglie.

La Suprema Corte, da un canto, ha ribadito il principio espresso in passato della cesssazione dell’obbligo in caso di nuove nozze dell’ex coniuge.

Ma ha enunciato che tale obbligo permane nell’ipotesi della costituzione di una famiglia di fatto, purchè presenti le caratteristiche della stabilità, ossia quando i conviventi elaborano ” un progetto ed un modello di vita in comune, destinato a durare nel tempo “.

La sentenza della Corte di Cassazione costiuisce una pietra miliare nell’equiparazione assoluta tra famiglia ufficiale e famiglia di fatto.

NIENTE PROCESSO PER I REATI LIEVI

 

L’obiettivo della riforma  è quello di ridurre al massimo il carico dei processi pendenti, spesso intentati per fatti penalmente di particolare tenuità o con un disvalore giuridico minimo.

Il decreto legislativo, da approvare nel cdm di martedì prossimo, prevede un doppio passaggio:

il PM chiede l’archiviazione al giudice ed informa la persona offesa e l’indagato: la persona offesa ha dieci giorni di tempo per una motivata opposizione; 

il giudice,  in caso di opposizione mancata o inammissibile decide, senza formalità, con decreto motivato.

Se l’opposizione non è inammissibile, il giudice instaura il contraddittorio tra le parti, decidendo, se accoglie la richiesta di archiviazione, con ordinanza, altrimenti restituisce gli atti al pubblico ministero.

Può essere esclusa la punibilità per i reati sanzionati fino a 5 anni di reclusione, se l’offesa è di scarsa gravità e la condotta non è abituale.

Il reato non può essere archiviato se il reo è stato dichiarato delinquente abituale, professionale o per tendenza.

 

 

 

 

 

DERIVATI

RICHIESTA DI RINVIO A GIUDIZIO PER GLI EX VERTICI DI BANCA INTESA

 

 

La Procura della Repubblica di Trani ha chiesto il rinvio a giudizio degli ex vertici di Banca intesa e Banca Caboto ( adesso gruppo Intesa Sanpaolo ) per due episodi di concorso in TRUFFA PLURIAGGRAVATA E CONTINUATA.

Tra i quindici imputati risultano anche Giovani Bazoli, presidente del consiglio di sorveglianza di Banca IntesaSanpaolo e Corrado Passera, amministratore delegato dell’istituto sino al 2011 e già ministro per lo sviluppo economico.

Ai vertici dei due istituti di credito viene contestato di avere perseguito, tra il 2004 ed il 2011, un   ” MEDESIMO DISEGNO CRIMINOSO CONSISTENTE NELLA VOLONTA’ DI AVVANTAGGIARE LA BANCA E FARLE PERSEGUIRE, IN VIOLAZIONE DEI PRINCIPI NORMATIVI DELLA BUONA FEDE CONTRATTUALE E DI QUELLI DELLA REGOLARE CONDOTTA DEGLI INTERMEDIARI FINANZIARI, UN CRESCENTE PROFITTO A DANNO DEI CONSUMATORI PIU’ INESPERTI”.

Se provata, con sentenza definitiva, la responsabilità penale dei vertici di Banca Intesa, per i consumatori, vittime della grande truffa dei derivati, si aprirebbe in tutta Italia un nuovo mondo per il risarcimento dei danni economici subiti.

 

 

 

 

 

E’ ALLARME SVUOTA CARCERI

 

 

 

Fanno discutere le prime applicazioni del dl 92/2014 che prevedono per le pene sotto i tre anni di carcere la concessione in automatico della detenzione domiciliare senza verifica alcuna, da parte del giudice, della pericolosità sociale.

 

Si temono conseguenze soprattutto per i rapinatori e gli stalkers,   primi beneficiari della misura.

 

Il Guardasigilli promette modifiche in sede di conversione in legge, restituendo i poteri di valutazione al giudice.

 

 

CAMBIO DEL DIFENSORE:

 

IN CASSAZIONE NESSUN NUOVO TERMINE A DIFESA

 

 

 

 

 

La Corte di Cassazione, V sez. pen., sent. n. 2365 del 26/02/2014, ha stabilito che il mutamento del difensore, in caso di rinuncia, revoca, incompatibilità o abbandono nell’imminenza dell’udienza, non comporta un nuovo termine a difesa nei giudizi di legittimità ( art. 108 c.p.p. ).

 

 

 

 

MAESTRO FA GRUGNIRE L’ALUNNO IMPERTINENTE:

 

CONDANNATO A DUE MESI

 

 

 

 

 

Aveva offeso il maestro ( supplente ) di una scuola di Bagheria ( Palermo ) imitando il verso del maiale: per risposta, l’insegnante ha deciso di impartirgli una assai presunta lezione di vita costringendolo a piegarsi a terra  sulle gambe, a mo’ di maiale, emettendo grugniti.

 

La Cassazione ha ritenuto sussistente la violazione  dell’art. 571 del codice penale, abuso dei mezzi di correzione, condannando il maestro a due mesi di reclusione, al pagamento di € 3.500, 00 di spese processuali ed al risarcimento dei danni in  sede civile.

 

La Corte di Cassazione, SESTA SEZ. PENALE, SENT. N. 15149/2014UDIENZA DEL 19 MARZO, ha qualificato una prevaricazione ed un’imposizione  di potere il comportamento dell’uomo.

 

Del tutto incongruo, secondo la Corte, ” il riferimento del ricorrente al contesto bullistico, alimentato dall’area territoriale mafiosa in cui, a suo avviso, andava inquadrata la condotta”.

 

 

 

 

RUMORI CONTINUI E MOLESTI NEL CONDOMINIO ?

 

E’ STALKING

 

 

 

Le pronunce dei giudici di merito e di legittimità ormai non lasciano dubbi circa la sussistenza del reato ex. art. 612 bis c.p. anche nel caso di rumori e disturbi molesti nell’ambito condominiale.

 

In tal senso, la Corte di Cassazione, V sez. penale, sent. n. 20895/2011, ud. del 07/04/2011, ha confermato una sentenza di condanna a due anni di reclusione nei confronti di A.F. per il reato ex. art. 612 bis c.p. commesso nei riguardi di altri condomini.

 

L’orientamento è stato ribadito dal Gip di Padova, ordinanza n. 1222, del 15/02/2013, con la quale è stato imposto il divieto di avvicinamento, ex. art. 282 c.p.p., entro i 500 m. dalla struttura condominiale per il comportamento rumoroso e fastidioso del condomino, già sottoposto in passato a numerose diffide.

 

A Rimini è stato disposto l’allontanamento da una palazzina di un uomo di 62 anni per martellamenti sul pavimento, suonate di campanello, telefonate nel cuore della notte.

 

Uguale provvedimento giudiziario a Milano nei confronti di una donna colpevole di continui comportamenti molesti.

 

Ricordiamo che per la sussistenza del reato di atti persecutori sono necessarie due condizioni:

 

a ) la reiterazione delle condotte moleste nel tempo;

 

b ) il mutamento delle abitudini di vita della vittima di stalking.

 

 

APPROVATI I NUOVI PARAMETRI FORENSI

 

 

 

                E’ un successo importante per l’avvocatura, un recupero di dignità ed importanza dopo le umiliazioni di montiana memoria.

 

                In breve:

 

                il rimborso per le spese forfettarie sale al 15%;

 

                i valori medi dei  parametri, rispetto al dm 140, aumentano del 50%;

 

                nella tabella penale è stata inserita la voce indagini preliminari,

 

                è stata introdotta l’indennità di trasferta;

 

                valutazione autonoma per l’attività legale post decisionem;

 

                autonoma rilevanza per la parte stragiudiziale svolta prima o in concomitanza con l’attività giudiziale.

 

                E molto altro ancora.

 

                Perchè il decreto diventi efficace è necessario attendere la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

 

                               

 

 

La Corte Costituzionale ha bocciato la legge Giovanardi – Fini:

 

No all’equiparazione tra droghe leggere e pesanti

 

 

 

 

 

Le norme bocciate dalla Consulta erano state inserite con un emendamento, in fase di conversione nel d.l. sulle olimpiadi invernali di Torino del 2006.

 

I giudici hanno dichiarato l’illegittimità degli artt. 4 bis e 4 vicies dl 272 / 2005, convertito nella          l. 49 / 2006, rimuovendo le norme, ora dichiarate incostituzionali, agli artt. 73,13,14 del Testo unico in materia di stupefacenti ( Dpr 309/2000 ).

 

E’ stata cancellata la anacronistica parità, ai fini sanzionatori, tra droghe leggere e droghe pesanti: con la l. Giovanardi-Fini il tetto di pena previsto  per lo spaccio di droghe leggere, prima compreso tra due e sei anni, era stato elevato ad una pena detentiva tra sei e vent’anni, con una multa tra i 26 mila ed i duecentosessanta mila euro.

 

L’opportuna pronuncia della Consulta produce notevoli effetti sui procedimenti pendenti, comportando una notevole contrazione dei termini di custodia cautelare in carcere e dei termini di prescrizione, oltre a causare un forte effetto deflattivo sulla popolazione carceraria.

 

 

 

 

DERIVATI NOCIVI: INDAGATI I VERTICI BNL

 

 

 

I derivati immessi da BNL sul mercato avevano il solo scopo di consentire cospicui guadagni alla banca a discapito dei clienti.

 

Per questo motivo i vertici dell’istituto sono indagati dalla procura di Trani per truffa pluriaggravata e continuata.

 

L’indagine  è   partita per dei prodotti sottoscritti da un’azienda pugliese la  ” Malo srl ” che opera nel settore della ristorazione.

 

La Malo srl ha subito, in due anni e mezzo,  per la perdita del derivato e la risoluzione anticipata del contratto  swap un onere aggiuntivo di circa 529 mila euro.

 

La BNL, inoltre, nonostante le anomalie riscontrate da Consob e Bankitalia, ha omesso di mettere in atto le misure opportune a garantire l’effettivo rispetto della normativa esterna ed interna in tema di prodotti finanziari derivati, ha avallato il collocamento del prodotto sul mercato, non ha impedito che si consumasse la truffa e non ha mai messo al corrente dei rischi dell’operazione il cliente, ignaro di strumenti finanziari.

 

Tra gli indagati anche Abete e Gallia, rispettivamente presidente e amministratore delegato di BNL.

 

L’associazione ProLegis, con il suo staff di legali e  consulenti tecnici è a disposizione di chiunque fosse rimasto vittima di comportamenti fraudolenti degli istituti di credito.

 

 

DIRE SEI UN ” CRASTU ” LEDE LA DIGNITA’ DELLA PERSONA

 

 

 

Il giudice di pace di Augusta non lo aveva considerato un reato, ma la Corte di Cassazione, sez. V penale, sentenza n. 2905/2014, dep. il 22/0172014, ha reso giustizia al cittadino offeso affermando che è corretto parlare di lesione dell’integrità morale della persona così apostrofata ( crasto in siciliano è sinonimo di cornuto ) e ha condannato l’autore dell’ingiuria.

 

 

ALCOL TEST SENZA AVVOCATO: ASSOLTO

 

 

 

Il Tribunale di Treviso ha assolto ” perchè il fatto non sussiste ” un automobilista per guida in stato di ebbrezza, con un tasso alcolemico di quasi 2 gr. per litro, per il mancato avviso, da arte delle forze dell’ordine, al difensore di fiducia o, in assenza, a un difensore d’ufficio.

 

Nel verbale redatto per la contestazione non vi era traccia di detto avviso e tale circostanza ha permesso all’automobilista di evitare una condanna a 23 mila euro di ammenda e la sospensione per 24 mesi della patente.

 

 

 

EVADE 180 MILA EURO DI IVA: ASSOLTO

 

Il GUP di Milano ha assolto un imprenditore reo di avere evaso 180 mila euro di IVA, riconoscendo, come sostenuto dai legali dell’imputato, la  ” grave situazione economica dell’impresa” e la conseguente impossibilità di effettuare regolari versamenti delle imposte.

E’ la terza sentenza dello stesso tenore, dopo le precedenti analoghe pronunce dei giudici di Venezia e, ancora, Milano.

Si è riconosciuto ed affermato un principio di ragionevolezza, estraneo, purtroppo, alla cultura dell’Agenzia delle Entrate e di Equitalia.

Il 90% dell’elusione fiscale nel nostro paese non è frutto di furbizia o disonestà, ma di una impossibile, a tutti i livelli, pressione fiscale che ha raggiunto un livello di confisca, causando la chiusura di un’azienda su otto in Italia, senza tener conto delle imprese  fuggite all’estero.

 

 

AMIANTO, INIZIA IL
MAXI PROCESSO AL PETROLCHIMICO DI
RAVENNA

 

 

160 morti dal 1957 al 1985,, 75 parti lese, di cui 40 già decedute, imputati i vertici del Petrochimico di Ravenna per disastro colposo, omicidio e lesioni personali.

Dopo la sentenza sul caso Eternit, che ha visto la condanna dell’amministratore del gruppo, Schmidheiny, a 18 anni di reclusione, un nuovo grande processo si apre dopo anni di indifferenza o aperta ostilità.

Tutto nasce da un rapporto dell’Inail che ha evidenziato come tute le vittime del Petrolchimico manifestassero le medesime patologie collegate a doppio filo all’esposizione all’amianto: mesotelioma e placche pleuriche, innanzitutto.

E’ una grande occasione per l’affermazione del ” diritto fondamentale dell’individuo edinteresse della collettività“, costituzionalmente garantito dalla Costituzione all’art. 32:

LA  SALUTE.

RISPONDE DI FAVOREGGIAMENTO IL PRETE CHE INDUCE A NON DENUNCIARE IL PEDOFILO

 

Rischia la condanna per favoreggiamento il parroco che la madre di una ragazzina undicenne a non sporgere denuncia per le molestie a cui un terzo aveva sottoposto la figlia dicendole” Dì a tua figlia che la denuncia è contro la chiesa “.

Secondo i giudici l’imputato ha abusato della qualità rivestita, violando i doveri connessi alla sua missione pastorale. ” quando ha strumentalizzato il legame spirituale di colei che gli si era rivolto in quel grave frangente ponendo, senz’altro e radicalmente , in conflitto la denuncia con la stessa istituzione religiosa. In tal modo conculcando la libera determinazione della madre …. “.

La Suprema Corte ha chiarito che ” per condotta di favoreggiamento personale deve intendersi non solo quella diretta a deviare le indagini in corso, ma anche quella diretta ad evitare che l’autorità proceda ad accertamenti in ordine al reato ed alla scoperta dell’autore di esso”.

CORTE DI CASSAZIONE, SENTENZA 16391/2013, 10/04/2013, V SEZ. PENALE.

 

CARTELLE PAZZE: LA RESPONSABILITA’ DI EQUITALIA ( RISCOSSIONE SICILIA ) PER LE RELATA FALSIFICATA

 

Se la notifica è falsa, ovvero il messo dell’azienda privata incaricata da Equitalia attesta falsamente di avere eseguito correttamente la notifica ed in conseguenza di questa attestazione è iscritta ipoteca sulla casa, il messo è condannato per falso materiale, l’agente della riscossione è responsabile in solido ed al contribuente sono riconosciuti danni e provvisionale.

GIUDICE MONOCRATICO DI NAPOLI, VII SEZ. PENALE, SENT. N: 1824 /13, DOTT. MARTA  DI STEFANO, NESSUNA ATTENUANTE.

Per smascherare il falso materiale del messo notificatore, condannato ad un anno di reclusione, è stata necessaria una perizia grafologica.

Nessun dubbio riguardo rla responsabilità patrimoniale e non patrimoniale di Equitalia, per ” culpa in eligendo e in vigilando “, non avendo la concessionaria scelto e controllato accuratamente l’appaltatore del servizio.

 

Avv. Patrizio Salerno

 

PAGARE IL CONTO DELLA CENA TRADISCE L’AMMINISTRATORE DI FATTO

 

 

Anche una cena offerta ai propri dipendenti, in un processo per bancarotta fraudolenta, può costituire un elemento di prova per l’individuazione del ruolo effettivo di dominus ed amministratore di fatto all’interno della propria azienda, pur in assenza di una presenza   riscontrabile in modo documentale, ma unitamente ad altri comportamenti probatoriamente validi, ad es. dare direttive, ritirare incassi o trasferire dipendenti.

Lo ha deciso la Corte di Cassazione con la sentenza 10963/2013, V SEZ. PENALE, 08/03/2013.

 

Avv. Patrizio Salerno

SENTENZA STORICA

QUATTRO GRANDI BANCHE ESTERE CONDANNATE PER TRUFFA AGGRAVATA

 

Il Tribunale di Milano, con una sentenza obiettivamente epocale, ha condannato quattro grandi banche estere – Deutsche Bank, Depfa Bank, UBS e JB Morgan – per truffa aggravata di oltre otto milioni di euro ai danni del comune di Milano, al tempo presieduto da Albertini e Moratti.

Il presidente della IV sezione penale del Tribunale, dott. Oscar Magi, ha condannato anche i vertici italiani delle banche estere con pene variabili tra i sei mesi e gli otto mesi e 15 gg. di reclusione, concedendo la sospensione condizionale della pena ed il conseguente effetto dell’incapacità di contrattare per un anno con la pubblica amministrazione.

Il Giudice ha applicato, per la prima volta, la l. 231/2001 sulla responsabilità amministrativa degli Enti.

         Il caso derivati, che riguarda centinaia di comuni italiani, è l’emblema della scarsa trasparenza, opacità, carenza di affidabilità, cronica tendenza al raggiro del sistema bancario sempre sollecito ad offrire patacche di ogni sorta ai propri clienti.

Le quattro banche, secondo il confermato in sentenza impianto accusatorio, hanno stipulato con il comune di Milano uno swap trentennale senza avvertire l’Ente pubblico dei rischi dell’operazione, circostanza confermata in dibattimento dalla perizia disposta dal giudice.

Il giudice ha ordinato, in aggiunta, la cosiddetta confisca per equivalente, in sostanza il presunto ingiusto profitto conseguito per mezzo dei reati commessi, di una somma pari ad oltre 89 milioni e sessantamila euro, superando l’importo da sottoporre a confisca richiesto dal pubblico ministero Robledo.

La sentenza costituisce un precedente fondamentale per la tutela dei diritti dei cittadini eternamente vessati dalle banche, per l’argine che pone allo strapotere incontrollato degli istituti di credito, per l’affermazione del principio della confisca dei beni anche nei riguardi dei cosiddetti ” poteri forti “, per l’individuazione in concreto dei soggetti responsabili della spregiudicata operazione finanziaria, con relativa equa condanna, in passato spesso ignorati dal giudice penale.

 

Avv. Patrizio Salerno

 

RISPONDE DI ESTORSIONE CHI MINACCIA AZIONI GIUDIZIARIE PER SOMME NON DOVUTE

 

Lo ha stabilito La Corte di Cassazione, II sez. pen., sent. n. 48733/12, 17/12/2012, Pres. Cosentino, che ha espresso un principio generale di diritto secondo cui      ” integra gli estremi del reato di estorsione e non quello di truffa la minaccia di prospettare azioni giudiziarie ( nella specie decreti ingiuntivi e pignoramenti ) al fine di ottenere somme di denaro non dovute o manifestamente sproporzionate rispetto a quelle dovute e l’agente ne sia consapevole, atteso che la pretestuosità della richiesta va ritenuta un male ingiusto “.

La sentenza, di notevole interesse per le sue molteplici, possibili applicazioni, conferma la giurisprudenza precedente della Suprema Corte ( v. sent. 16618/2003, 273/1970, 7380/1986 ), pone la concreta problematica della sua possibile estensione ai casi di notifica di cartelle esattoriali perente da decenni, aggravate da sanzioni, interessi ed aggi esattoriali cumulativamente sproporzionati, accompagnate da intimazioni di pagamento, fermi amministrativi ed altre azioni giudiziarie manifestamente ingiuste rispetto alla reale sussistenza o congruità delle somme dovute.

A nulla rilevando che il destinatario possa promuovere le ordinarie azioni giudiziarie a tutela dei propri diritti nella competente sede legale, essendo il processo, come affermato in sentenza dai giudici della Suprema Corte, di per sè una pena.

 

 

Avv. Patrizio Salerno

OBBLIGO DI ASTENSIONE ANCHE PER IL PM IN CASO DI CONFLITTO D’INTERESSI

 

La Suprema Corte di Cassazione, sent. n 21853/2012, 05/12/2012, sez. unite civili, ha stabilito anche per il pubblico ministero l’obbligo di astensione nell’ipotesi in cui vi sia in conflitto d’interessi con l’indagato o l’imputato, in specie quando ” la sua attività, doverosamente imparziale, possa essere scalfita da un interesse personale o familiare”.

In tal modo il pubblico ministero, in ossequio all’art. 323 c.p., viene equiparato al giudice penale, eliminando una differenza di trattamento altrimenti incomprensibile.

 

IL GIUDICE NON PUO’ UTILIZZARE PER LA CONVALIDA DELL’ARRESTO LE INFORMAZIONI ACQUISITE

 DALLA PERSONA OFFESA

 

La Corte di Cassazione, II sez. penale, sent. n. 45909 / 2012, 26/11/2012, Pr. Cosentino, ha stabilito che il giudice chiamato a convalidare l’ arresto di un indagato di reato non può per la sua decisione basarsi sulle informazioni rese dalla persona offesa.

Il giudice per la sua valutazione deve basarsi unicamente sugli atti esistenti nel fascicolo.

Il giudice non può acquisire ulteriori informazioni oltre a quelle che risultano dal verbale di arresto, dalle dichiarazioni rese dalla persona arrestata e dai documenti prodotti dalle parti, essendogli assolutamente precluso di disporre l’audizione dei testimoni.

 

 

Avv. Patrizio Salerno

 

OBBLIGO DI PERIZIA MEDICA SE LA SALUTE DEL DETENUTO E’ A RISCHIO

 

La Corte di Cassazione, sent. n. 44807/2012, II sez. penale, 15 Novembre 2012, ha stabilito che di fronte alla richiesta di revoca del regime detentivo per gravi motivi di salute, se la relazione sanitaria del carcere ha certificato una situazione di confine per la salute del detenuto, il giudice    ” deve ” disporre una perizia prima di opporre un rigetto.

La Suprema Corte ha annullato l’ordinanza che ha respinto la richiesta di domiciliari e ha rinviato gli atti al Tribunale di Torino per un nuovo esame.

 

Avv. Patrizio Salerno

 

 

LA RACCOMANDAZIONE NON E’ U(N REATO

 

Per i giudici della Suprema Corte di Cassazione, SEZ. IV PENALE, SENTENZA 04/10/2012, N. 38762, la raccomandazione di un sindaco, di Pescara, ad un direttore generale dell’ASL , di Chieti, avente come fine il trasferimento di un’impiegata da Pescara a Chieti, con successivo regalo di un personal computer da parte del funzionario pubblico in relazione al buon esito della segnalazione, non costituisce reato, nè come concussione, nè a titolo di corruzione impropria.

Complimenti!

Ancora una volta il malcostume politico, ormai dilagato in un permanente uso per interessi personali della funzione pubblica, esce incolume da un’indagine giudiziaria volta a sradicare il flagello della raccomandazione, autentico vulnus e male incurabile del nostro paese.

 

 

Avv. Patrizio Salerno

IL GRATUITO PATROCINIO NON LIBERA DAL PAGAMENTO  DELLE SPESE  ALLA PARTE VITTORIOSA

 

Non sono a carico dello Stato le spese per  l’assistito che sia stato condannato a pagare alla parte   risultata vittoriosa al’esito di un processo.

Solo gli onorari e le spese dell’avvocato della parte ammessa al gratuito patrocinio sono a carico dello Stato.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con l’ordinanza il n. 10053/2012, 6 Sez. civile, Pres. Preden, dep. il 19/06/2012 affermando un principio di diritto.

 

 

 

 

IL CHIRURGO RISPONDE ANCHE DELLA FASE POST OPERATORIA

 

La responsabilità penale del capo di una equipe ospedaliera si estende anche alla fase postoperatoria.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza 17222/2012, Sez. V pen., 09/05/2012.

Nel caso oggetto della sentenza, la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un medico avverso una condanna per omicidio colposo a seguito della morte di un neonato, operato di ileostomia, nei cui confronti non era stato disposto il ricovero in terapia intensiva e non era stato effettuato un adeguato monitoraggio delle funzioni vitali con successiva emorragia fatale.

Per i giudici ” il momento immediatamente successivo all’atto chirurgico non è affatto avulso dall’intervento operatorio “, la responsabilità del buon esito del decorso postoperatorio, conseguentemente, permane sul vertice dell’equipe medica.

 

          Avv. Patrizio Salerno

Necessaria la capacità dell’imputato per il patteggiamento

 

La Suprema Corte di Cassazione, sentenza n.13183  del 02-05/04/2012 , sez. VI , ha chiarito il significato della parola consenso nell’ambito del rito speciale del patteggiamento.

Nel caso in specie, l’imputato ha definito il procedimento ex. art. 444 c.p.p..

Successivamente, il difensore ha proposto ricorso per cassazione adducendo l’incapacità di intendere e di volere dell’imputato ( di cui era venuto a conoscenza in un momento successivo ) e chiedendo l’annullamento della sentenza.

Allo scopo, il difensore ha prodotto documentazione relativa ad altro procedimento penale definito con sentenza di proscioglimento per riconosciuta infermità mentale

La Corte ha valorizzato la sussistenza di un quadro probatorio attestante l’effettiva inconsapevolezza degli effetti del patteggiamento da parte dell’imputato.

Si tratta di un atto di rilevanza fondamentale, dispositivo di un proprio diritto di libertà, personalissimo tanto che deve essere compiuto direttamente dall’imputato o dal procuratore speciale, il quale a sua volta non può nominare un sostituto processuale ( Cass. Pen. sez.IV, 17/06/2011, Pres. Marchi ).

La decisione ha posto in risalto l’importanza del consenso consapevole della parte nel patteggiamento e il dovere del giudice di accertare sempre la sussistenza di una manifestazione di volontà libera e cosciente anche nel procedimento definito ex. art. 444 c.p.p..

 

 

 Avv. Patrizio Salerno

 

 

Il solo appoggio elettorale non integra il reato di partecipazione ad una associazione mafiosa

 

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 15115/2012, dep. il 19/04/2012, ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Reggio Calabria per i reati di partecipazione ad associazione mafiosa ed altro nei confronti di Vincenzo Ieraci, assessore di Gioiosa Ionica.

Il provvedimento, confermato dal Tribunale del riesame di Reggio Calabria, contestava allo Ieraci il sostegno politico   e l’appoggio elettorale al sodalizio criminale locale.

Per la Suprema Corte il rapporto deve incidere concretamente sugli interessi dell’associazione e deve essere fondato su un corrispettivo scambio di favori illeciti da dimostrare in concreto.

Ex post deve essere accertato che gli impegni assunti abbiano contribuito effettivamente e significativamente al rafforzamento od alla conservazione dell’organizzazione criminale.

Da qui, verificata l’inesistenza nello specifico degli elementi minimi del reato di partecipazione ad associazione mafiosa, la sentenza di annullamento della misura cautelare irrogata.

 

 

Fonte Lex 24

 

 

 

“LEI NON SA CHI SONO IO”

CONDANNATO PER INGIURIA E MINACCE

 

 

La frase più vecchia del mondo può costare al suo autore la condanna per ingiuria e minacce.

La Corte di Cassazione, con la sentenza 11621/2012 del 27/03/2012, ha ribadito il precedente giudicato del 2006 n.136, stabilendo che la frase costituisce un combinato disposto con la promessa di una vendetta che può essere recepita come plausibile dall’ascoltatore, in quanto pronunciata da un soggetto che pare in condizione di poter recare un danno.

La Suprema Corte ha escluso l’esimente del fatto ingiusto derivante da una precedente querela sporta nei confronti del presunto vip.

La querela, pur se infondata,non può mai costituire un’ingiustizia: la stessa, inoltre, era datata nel tempo e non idonea a giustificare una reazione oltre i limiti consentiti dalla legge.

E’ augurabile adesso che questa odiosa espressione, vagamente intrisa di razzismo, scompaia per sempre dal nostro vocabolario.

 

 

   Fonte lex 24

UBRIACO IN BICI? CONDANNATO, MA SENZA PATENTE SOSPESA

 

L’uso della bicicletta non può avvenire in stato di ebbrezza. Lo ha stabilito lal Corte di Cassazione con la sentenza n. 10684/2012, confermando la condanna ad un mese e mezzo di arresto, oltre l’ammenda di  € 1000, 00, inflitta ad un padre trovato al test alcolemico con un tasso molto al di sopra della soglia massima prevista per legge.

Per i giudici non vi è alcuna differenza tra la guida in stato di ebbrezza di un mezzo a motore e quella di uno a pedale.

Ma per la Suprema Corte non è possibile procedere alla sospensione della patente nel caso in cui ” la violazione si realizzi ponendosi alla guida di un mezzo per il quale non è prescritta alcuna abilitazione alla guida “

 

 

 

                             Fonte Lex 24

CRIMINALITA’ INFORMATICA: MODIFICHE ART. 240 C.P.

La legge 12/02/2012, n. 12 ( v. G.U. n. 45 del 23/02/2012 ), che entrerà in vigore il 09/03/2012, introduce modifiche al’art. 240 c.p. in materia di confisca obbligatoria degli strumenti informatici o telematici utilizzati per la commissione di reati informatici.

La confisca non si applica se i beni o gli strumenti telematici ed informatici appartengono a persona estranea alla commissione del delitto.

La confisca si dispone anche nell’ipotesi di procedimento penale definito ai sensi dell’art. 444 c.p.p.   ( applicazione della pena su richiesta delle parti ).

 

 

  Fonte Lex 24

 

GUIDA IN STATO DI EBBREZZA L’UBRIACO CHE DORME IN SOSTA

Leggi la sentenza della Corte di Cassazione, IV sez. penale, n. 1671/2011, dep. il 10/02/2012, Pres. Brusco.

 

Commento

 

Per la Corte di Cassazione, ai fini della contestazione dell’art. 186 Cds, è irrilevante che l’automobilista sia in marcia o in sosta, se viene superato dal conducente il limite di tasso alcolico tollerato per legge.

La Suprema Corte pone l’accento sul comportamento tenuto dall’autista prima della sosta o alle condotte possibili successive alla fermata, verificando per ciascuna fase lo stato di ebbrezza del soggetto.

In sintesi, la sosta costituisce solo una parte della circolazione ed è compito del giudice di merito accertare il luogo di residenza e di provenienza dell’imputato e dove lo stesso intendesse recarsi, oltre ad individuare quali motivi lo avessero indotto ad interrompere il viaggio.

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